Campionamento dei fieni

PERCHÉ?

La qualità dei foraggi è soggetta ad ampia variabilità, dovuta alla varietà delle specie botaniche, lo stadio in cui queste essenze vengono tagliate, le condizioni di crescita, le modalità di taglio e raccolta, ed altri fattori ancora. Diventa quindi necessaria un’analisi frequente e il primo passo per un’analisi chimica efficace è un campionamento rappresentativo (Zhang et al., 2017) della massa foraggera che si vuole valutare.

PROBLEMA

Non conoscere precisamente i parametri nutritivi di un fieno costituisce un punto debole che si ripercuote sulle bovine e sul reddito dell’allevatore. Sottostimare la qualità del proprio fieno significa dare un’integrazione proteica maggiore del necessario per esempio, con il conseguente rincaro della razione. La situazione opposta, porta invece a un insufficiente apporto proteico, con conseguente calo della produzione. Anche il tenore in fibra è un parametro cruciale per il razionamento, in quanto incide sull’ingestione, la salute e le performance della bovina(Hall & Ishler, 2001).

SOLUZIONI

L’analisi degli alimenti è quindi essenziale per migliorare la nutrizione degli animali, le produzioni e la dairy efficiency. Questa, come detto deve partire da un corretto campionamento.

COME SI CAMPIONANO I FIENI

Per prima cosa, vanno individuate e distinte le diverse partite di fieno. Con “partita” intendiamo i fieni della stessa specie o varietà, provenienti dallo stesso taglio, allo stesso stadio di maturazione, dallo stesso campo e tagliati nello stesso momento. Per ogni partita raccogliere 15-20 campioni (indicativamente dal 10% delle balle presenti) in uno dei modi sotto riportati (Mullenix e Johnson, 2014).

Balle cilindriche: utilizzare un carotatore dentato per fieno per penetrare nelle balle chiuse. I campioni/carote vanno prelevati inserendo il carotatore perpendicolarmente alla superficie laterale curva della balla (non dalle 2 facce piane), raccogliendone almeno 2 per balla. Il carotatore va inserito completamente e perpendicolarmente alla superficie, in direzione del centro della balla. È importante che i denti del carotatore siano ben affilati in modo da effettuare un taglio netto del fieno, senza polverizzare o sbriciolare parte della massa che quindi verrebbe persa dal campione.

Balle rettangolari: operare come indicato per le balle cilindriche, ma le carote vanno prelevate dalla faccia più piccola.

Fieno non imballato: individuare almeno 6 cataste rappresentative. Da ogni catasta, su un suo lato, prelevare 3 carote lungo la diagonale come mostrato nella figura sotto. Il punto di prelievo in alto deve essere ad almeno 50 cm dalla cima della catasta, mentre quello in basso ad almeno 50 cm dal suolo (Zhang et al. 2017).

Foraggio non tagliato/ non pascolato: per campionare in modo casuale, tracciare idealmente una “M” all’interno del campo, come rappresentato nella figura sottostante. Mentre la si percorre, tagliare almeno mezzo metro quadrato di foraggio ogni 20-50 passi, a seconda delle dimensioni del campo stesso, in modo da avere almeno 8 campioni. È importante tagliare alla stessa altezza in cui taglierebbe una falciatrice o reciderebbe un animale al pascolo (Glunk et al., 2016).

Il foraggio raccolto, per ogni partita, con ognuno di questi metodi, va tranciato in pezzi di 5-7 cm (Zhang et al. 2017), unito in modo da costituire un’unica massa e mescolato a fondo. Da questa massa si preleverà il campione da inviare per le analisi chimiche.
Anche se il fieno può considerarsi pressoché stabile, dato il suo basso contenuto di acqua, è consigliabile conservare i campioni in freezer, in attesa del loro invio in laboratorio. Il foraggio verde, invece, è soggetto ad ammuffimento e deterioramento a causa della sua elevata umidità. Per questo motivo può essere utile essiccarlo per un paio di giorni prima di refrigerarlo, soprattutto se non verrà analizzato immediatamente.

SUGGERIMENTI

  • È consigliabile campionare i fieni poco prima che questi vengano somministrati alla mandria, tenendo conto dei tempi per ottenere le analisi richieste. In questo modo si saprà in anticipo la qualità del foraggio fornito alle bovine
  • Etichettare con cura i campioni raccolti in modo da poter risalire facilmente alla partita analizzata in caso di problemi. Usare sacchetti a tenuta d’aria per meglio conservare la massa
  • In fienile, spesso alcune balle sono inaccessibili o scomode da carotare in quanto posizionate contro il muro o troppo in alto. L’ideale per un campione rappresentativo sarebbe, però, scegliere quelle da campionare in modo del tutto casuale e non in base a queste esigenze pratiche
  • Un carotatore è nettamente da preferirsi alla raccolta manuale del fieno perché alcuni studi evidenziano che con quest’ultimo metodo si sottostimano proteine e minerali mentre si sovrastima la fibra.

Bibliografia e sitografia

  • Mullenix K., Johnson J., 2014, Collecting Forage Samples for Laboratory Analysis, Alabama A&M University and Auburn University), http://agi.alabama.gov/docs/default-source/Executive/Haylisting/how-to-take-a-sample-anr-2224.pdf?sfvrsn=0
  • Zhang H., Redfearn D., Caddel J., 2017, Collecting forage samples for Analysis, Oklahoma Cooperative Extension service – Division of Agricultural Sciences and Natural Resources
  • Glunk E., Van Emon M., Malisani R., 2016, Collecting a Forage or Feed Sample for Analysi, Montana State University Extension
    Hall H., Ishler A., 2001, Forage Quality Testing: Why, How, and Where; Penn State Extension.

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