L’alimentazione della vacca in asciutta

PERCHÉ?

L’asciutta è un periodo di grande stress per la bovina dal punto di vista fisiologico e metabolico, in cui l’animale va incontro a diversi cambiamenti (cessazione della lattazione, cambio di box e di razione, parto). Gli animali in asciutta meritano quindi un livello di attenzione e cura pari al gruppo in produzione.

PROBLEMA

Una corretta nutrizione e alimentazione in asciutta consente di: minimizzare i problemi al parto e l’insorgenza di dismetabolie all’avvio della lattazione, massimizzare le performance nella lattazione stessa e la salute della mammella, ottimizzare la fertilità dell’animale e la sua produttività in senso assoluto.

SOLUZIONI

L’obiettivo è che la bovina:
• Abbia BCS pari a 3,25-3,75 (Penn State Extension, 2014)
• Non aggravi il proprio deficit energetico

LA RAZIONE IN ASCIUTTA

Un’asciutta di 60 giorni può essere divisa in due parti: far-off (primi 30-40 giorni) e close-up (ultimi 20-30 giorni). L’ingestione di sostanza secca nel periodo d’asciutta dovrebbe attestarsi tra l’1,7% e il 2,3% (AHDB Dairy, 2012) del peso corporeo della bovina, con valori più bassi in far-off, più alti nel close-up.
Le caratteristiche della razione in asciutta e di quella nel pre-parto sono riportate in tabella 1. Da sottolineare l’elevato tenore di NDF nella prima fase di asciutta associato a un basso valore di amido, di energia e di proteina.
Dal punto di vista minerale è bene che le razioni abbiano un rapporto Ca:P stretto (circa 1:1) per evitare problemi di collasso puerperale dovuto a ipocalcemia a sua volta determinata da un eccesso di calcio nella dieta in asciutta. Non vanno quindi somministrati alimenti ricchi di Ca (es. erba medica, razioni unifeed di vacche in lattazione, carbonato di calcio, polpe di bietola, ecc.)
Utile anche un’integrazione della razione con vitamina D per favorire la fissazione del calcio.

Tab. 1 – Caratteristiche nutritive delle razioni in asciutta/preparto.
ASCIUTTA TRANSIZIONE
 (1-40 d) (preparto)
PG (% s.s.) 11-12 13-14
EE (% s.s.) 2,5 3,0
NDF (% s.s.) 60-70 45-50
peNDF (% s.s.) 50-60 40-45
Amido (% s.s.) 5-10 15-20
NFC (% s.s.) 15-20 28-32
NEl (Mcal/kg SS) 1,19 1,45
UFL/kg SS 0,70 0,85
Ca (% s.s.) 0,40 0,45
P (% s.s.) 0,30 0,30

 

LA RAZIONE IN ASCIUTTA

Verso il parto somministrare concentrato in quantità pari al 0,5-1% del peso corporeo (almeno 3 kg quindi, supponendo un peso di 600 kg) (De Ondarza, 2004; NRC, 2001), per abituare gradualmente la popolazione microbica alla dieta in lattazione. Le ultime 2-3 settimane d’asciutta devono infatti preparare l’animale alla nuova dieta, ma anche ad affrontare il drastico aumento della richiesta energetica dovuto alla produzione lattea. Non bisogna quindi sottovalutare l’importanza della qualità dei foraggi somministrati in questa fase.

SUGGERIMENTI

• Ridurre la quantità di sostanza secca somministrata già una settimana prima della messa in asciutta per favorire la cessazione della produzione lattea. Inoltre, l’ultimo periodo della lattazione è quello in cui è più facile che le bovine aumentino il proprio BCS in maniera eccessiva
• Evitare foraggi ammuffiti, foraggi ad alto contenuto di potassio (foraggi raccolti in tarda stagione in terreni ricchi di potassio), leguminose (eccessivamente ricche di proteine, calcio e potassio). Queste ultime in particolare non dovrebbero superare il 30-50% della sostanza secca fornita coi foraggi (De Ondarza, 2004; NRC, 2001).
• Un eccessivo apporto di nutrienti porta ad un eccessivo ingrassamento che a sua volta determina problemi al parto e rischio di dismetabolie. Anche nel close-up, non eccedere con i carboidrati non fibrosi quindi (al massimo il 43% della sostanza secca secondo le indicazioni dell’NRC 2001)
• Per aggiustare il bilancio energetico, in particolare in termini di rischio di chetosi, valutare l’impiego di additivi come la niacina, colina e propionato di calcio
• In caso di necessità, somministrare sali anionici a partire da 3 settimane prima del parto (circa 200 g/capo/giorno, (De Ondarza, 2004; NRC, 2001).
Questi sali sono di solito poco appetibili, andrebbero quindi premiscelati, magari con del concentrato, per favorirne l’assunzione
• Per abbassare il DCAD, tenere presente che di solito le graminacee hanno minor contenuto di potassio delle leguminose e i fieni minore degli insilati

Bibliografia e sitografia
• Dry Cow Body Condition, 2014, Penn State Extension, https://extension.psu.edu/dry-cow-body-condition
• Managing Dry Cow Feeding, 2012, AHDB Dairy https://dairy.ahdb.org.uk/resources-library/technical-information/feeding/feedingplus-section-9-managing-dry-cow-feeding/#.XFMHp1xKjcs, visitato 2018
• Grant R., Feeding the Dry Cow, Ergomix – Dairy cattle, https://en.engormix.com/dairy-cattle/articles/feeding-dry-cow-t33327.htm.
• De Ondarza M. B., 2004, Dry cow and transition cow nutrition, DeLaval – Milkproduction.com, http://www.milkproduction.com/Library/Scientific-articles/Nutrition/Dry-cow-and-transition/

 

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