Monitorare l’attività masticatoria

PERCHÉ?

La ruminazione è un’attività chiave per la bovina da latte. Osservando la frequenza e la durata dell’attività masticatoria dell’animale durante la giornata è possibile valutare il benessere dell’animale e la presenza di patologie, prima tra tutte l’acidosi ruminale (Rus et al., 2013) .

PROBLEMA

Nella moderna zootecnia da latte, dove la tendenza è spingere al limite gli animali con razioni sempre più ricche di concentrati c’è il concreto rischio che la vacca vada incontro a disordini fisiologici, metabolici e immunologici, e che l’allevatore non se ne accorga tempestivamente, anche a causa spesso dell’elevato numero di animali da controllare (Rus et al., 2013). Alcuni di questi disordini sono collegati a una ruminazione insufficiente. La ruminazione, infatti, favorisce la produzione di saliva, elemento molto importante perché permette di tamponare e quindi mantenere costante il pH del rumine, scongiurando così fenomeni di acidosi (Büchel, 2013). È perciò essenziale promuovere l’attività ruminativa della bovina, pena la comparsa di pericolose (e costose) dismetabolie.

SOLUZIONI

Per scongiurare questo pericolo l’allevatore deve monitorare l’attività masticatoria dei singoli animali. Ciò permette di individuare preventivamente le bovine a rischio di disordini metabolici o altre malattie. Oggi, accanto all’osservazione visiva (probabilmente il metodo più veritiero, ma anche quello che richiede più tempo ed energie) esistono numerosi sensori automatici atti a questo scopo: i cosiddetti ruminometri.

MONITORARE L’ATTIVITÀ MASTICATORIA

Il metodo da sempre utilizzato è quello dell’osservazione visiva. Questa soluzione necessita però di figure competenti nel riconoscere e determinare i vari comportamenti dell’animale. Può essere eseguita in continuo o a brevi intervalli di tempo come 1-5 minuti (Büchel, 2013). Se l’osservazione avviene in continuo, solo un limitato numero di capi può essere monitorato. Questa tecnica può essere implementata con l’uso di telecamere, anche se questa soluzione risente molto dell’angolo di presa dell’immagine.

Oggi sul mercato sono disponibili diversi tipi di ruminometri che sfruttano uno dei seguenti metodi:
1. Sensori di pressione: sfruttano la deformazione di un mezzo dovuta al movimento della mandibola della bovina per misurare la differenza di pressione applicata. Possono infastidire l’animale in quanto esso deve vincere la resistenza meccanica del sensore per poter aprire la bocca e ruminare.
2. Microfoni: rilevano il suono dovuto alla masticazione o al rigurgito dei boli durante la fase di ruminazione. Questo sistema può essere disturbato da altri rumori di sottofondo.
3. Accelerometri: rilevano il movimento della mandibola. Il movimento delle orecchie o scatti improvvisi della testa come, per esempio, quando l’animale scaccia le mosche possono dare risultati alterati.
4. Elettromiografia: l’impulso elettrico dei muscoli coinvolti nella masticazione viene captato dal sensore. Possiede grande precisione nel distinguere i diversi tipi di attività masticatoria (Andriamandroso et al., 2016).

SUGGERIMENTI

• Controllare periodicamente il tenore in fibra (NDF) e in fibra effettiva (peNDF)della razione poiché sono i due fattori che maggiormente influenzano il tempo e la durata della ruminazione
• I primi fattori su cui intervenire in caso di insufficiente attività masticatoria sono infatti la quantità di fibra fornita con la razione e la sua dimensione
• Anche il livello di grasso del latte è un parametro da controllare poiché un basso livello potrebbe essere un campanello di allarme per l’acidosi
• Criteri molto importanti nella scelta del ruminometro, oltre ovviamente al costo, sono l’autonomia operativa del sensore e il sistema di immagazzinamento dati che deve essere di semplice gestione
• I ruminometri sono spesso applicati in apposite cavezze. Queste possono infastidire gli animali ed alterarne il comportamento soprattutto all’inizio.

Bibliografia e sitografia
• Braun U., Trösch L., Nydegger F., Hässig M., 2013, Evaluation of eating and rumination behaviour in cows using a noseband pressure sensor, Veterinary Research, 9:164
• Rus M. A., Wobschall A., Storm S., Kaufmann O., 2013, DairyCheck – a sensor system for monitoring and analysis of the chewing activity of dairy cows, Landtechnik 68 (6)
• Sensor-based Control of Chewing and
• Büchel S., 2013, Rumination Behavior of Dairy Cows, Dipl.-Ing. Agr, University of Kassel
• Andriamandroso L. H., Bindelle J., Mercatoris B., Lebeau F., 2016, A review on the use of sensors to monitor cattle jaw movements and behavior when grazing, Biotechnol. Agron. Soc. Environ., 20(S1), 273-286

 

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